UNA NOVENA ALL'INSEGNA DEI CERCATORI DI DIO












Dal 16 al 24 dicembre alle ore 6 di mattina, l'immagine dei tre magi in groppa a dei dromedari dava il benvenuto a più di duecento persone nell'aula liturgica semibuia. Nel raccoglimento, in questi otto giorni, si è snodato il tema della ricerca di Dio, presentato da otto gruppi. Ad iniziare sono stati gli scout che ci hanno ricordato come per strada è possibile cercare il Signore, avendo come bus-sola la sua Parola. Il gruppo liturgico, per farci comprende- re che è possibile trovare il Signore in ogni uomo, ha invitato ognuno ad alzarsi per porre, nel centro di una ma-dia, un pugno di farina mentre una signora impastava del pane; immagine suggestiva, collegata alla metafora del chicco di grano che morendo porta molto frutto e che al-ludeva all'Eucaristia, in cui Cristo si dona per tutti. Anche nel nemico è possibile trovare Dio: sono stati i giovani della Selva a presentarci una serie di testimoni del secolo scorso che hanno fatto della non violenza e dell'amore al nemi-co il fine della loro vita, fino a versare il proprio sangue. Nel quarto giorno le giovani catechiste, partendo da una scena in cui si svolgeva il funerale della nostra chiesa, ci hanno ricordato che, nono-stante i peccati della comuni-tà cristiana e il pessimismo che può circolarvi dentro, Gesù è la luce del mondo e la chiesa è chiamata ad esserne un riflesso. Nel quinto giorno i giovanissimi hanno ambientato il messag-gio di Gesù presente nei poveri, come nei portici delle grandi città dove due barboni dialogavano sul loro stato di povertà. La prof. di religione di ragioneria, Dora Decarolis e alcuni suoi alunni, nel sesto giorno ci hanno sorpresi presentandoci la sagoma di un uomo, su cui ognuno era invitato ad incollare un pez-zetto di carta tagliato da un libro. Nella scuola è possibile incontrare Dio, quando la cultura umanizza e non distrugge la persona umana. I gruppi famiglia della par-rocchia nel settimo giorno con una scenetta ci hanno dimostrato quanta pazienza e fiducia ci vuole nel trasmet-tere la fede ai loro figli. Ab-biamo concluso la novena con un tedoforo che dopo otto soste, in cui venivano ricordati i messaggi di ogni giorno, accendeva un bra-ciere dove ognuno vi metteva una preghiera scritta su un pezzettino di carta. Il messag-gio del gesto simbolico ri-mandava al nostro cuore dove sboccia la nostra pre-ghiera e dove la voce di Dio risuona per guidare la nostra vita. La preghiera conclusiva del magnificat ci sintonizzava con Maria, Madre del Signo-re. Al termine abbiamo fatto colazione, scambiandoci gli auguri nel salone parrocchiale e condividendo nella gioia quanto ciascuno aveva portato.

di don Vito Palmisano

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